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8 settembre 2018

Diana Venatrix

 Diana Venatrix - 54 mm - Pegaso Models

15 aprile 2018

Legatus legionis

Legatus legionis era il titolo assegnato nell'Antica Roma ai comandanti di una legione.
Già in età Repubblicana, si designava con il termine legatus il comandante delegato dal magistrato competente (solitamente un console o un proconsole) al comando di una legione di sua competenza. Cesare ne fece ad esempio largo uso durante tutta la campagna di Conquista della Gallia.
A partire da Augusto, il titolo di legatus legionis venne concesso ai comandanti senatorii (ex pretori) di una legione in una provincia con uno stanziamento legionario composto da più di una legione, tranne che in Egitto e in Mesopotamia dove le legioni erano comandate da un praefectus legionis di rango equestre. Il legatus legionis, che aveva un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni circa ed aveva ricoperto in precedenza la carica di questore, edile o tribuno della plebe era sottoposto al comando supremo del legatus Augusti pro praetore di rango senatorio. Qualora la provincia fosse difesa da una sola legione, il legatus Augusti pro praetore aveva anche il comando diretto della legione.

3 marzo 2018

Massimo Decimo Meridio

"Al mio segnale scatenate l'Inferno"

Busto di Mitches Military Models in scala 1/9 da me dipinto


24 febbraio 2018

Oplomaco

L'Hoplomachus (ossia "colui che combatte come un oplita"), era una categoria (armaturae) di gladiatori romani pesantemente armati. Le sue armi erano una lancia e una corta spada dalla lama affilata tenuta dalla parte dello scudo. La sua armatura consisteva di un elmo attico-beota, un parabraccio (la manica) indossato sul lato della lancia, uno scudo di bronzo rotondo, piccolo e convesso, vicino ai mutandoni aderenti o alle fasciature (le fasciae) intorno alle gambe e due alti schinieri (le ocreae). Indossava un perizoma (il subligaculum) ed una cintura (il balteus o il cingulum).

16 settembre 2017

Legionario Romano

753 a.C. - 476 d.C.
Il legionario romano era il fante che faceva parte della legione romana. I Romani dovettero affrontare svariate popolazioni che adottavano metodi di combattimento differenti tra loro; questo influì sia sull'organizzazione e sulla struttura della legione, sia sul tipo di armamento utilizzato. Il legionario è sempre stato fonte di ispirazione e modello dal punto di vista militare per le proprie capacità, la propria esperienza ed efficienza.

7 luglio 2017

Gladiatore Mirmillone_3

Ancora un gladiatore Mirmillone

Oplita greco

L'oplita (o oplite; in greco antico: hoplìtes), era un soldato della fanteria pesante dell'antica Grecia.

La sua armatura, definita con il termine panoplia, era costituita da un elmo, in greco kranos, da una corazza in lana lavorata che proteggeva efficacemente dalle frecce ed era accessibile alla gran parte della popolazione (solo i nobili potevano permettersi corazze più elaborate in bronzo), da schinieri in bronzo, da una corta spada in ferro (xiphos), da una lancia (dory) ed infine da uno scudo bronzeo rotondo (hoplon) fornito di un passante centrale e di un'impugnatura lungo il bordo (antilabe).

Questo tipo di scudo, che consentiva una tenuta molto salda in posizione di difesa contro gli assalitori, costituì un'innovazione decisiva e sembra da mettere in relazione con il sorgere della falange, formazione compatta di combattenti che con gli scudi si coprivano a vicenda.

L'innovazione consisteva nelle dimensioni dello scudo, che variavano dai 60 cm ai 90 cm, sufficienti a proteggere le parti del corpo più vulnerabili

2 gennaio 2017

Gladiator Secutor & Reziario


Post unico per questi due gladiatori, il cui destino nell'arena era quasi sempre legato l'uno all'altro, spesso posti uno contro l'altro nei combattimenti.

Secutor
Il Secutor (l'inseguitore) era un mirmillone specializzato nel combattimento contro il reziario. Per non offrire alcun punto d'aggancio alla rete lanciata dal suo avversario, indossava un elmo ovale dotato di piccolissime fessure oculari. Questa restrizione della vista lo proteggeva dal fatto che il reziario potesse cavargli gli occhi. Le sue armi erano una spada corta e dritta (il gladius) come pure un grosso scudo rettangolare (lo scutum). Una volta che fosse rimasto intrappolato nella rete del reziario, non c'era per lui quasi più scampo. Se al contrario il reziario avesse perso la sua rete, poteva difendersi dal secutor solo con l'aiuto del suo tridente. Nell'altra mano il reziario brandiva allora il suo pugnale.

Reziario
Il Reziario (lat. retiarius, pl. retiarii, letteralmente "l'uomo con la rete" o "il combattente con la rete"), era una delle classi gladiatorie dell'antica Roma; combatteva con un equipaggiamento simile a quello utilizzato dai pescatori, una rete munita di pesi per avvolgere l'avversario, un tridente (la fuscina) ed un pugnale (il pugio). Lottava con un'armatura leggera, proteggendosi il braccio con una lorica manica e la spalla con un parabraccio (il galerus) e indossava un indumento di lino (il subligaculum), un sospensorio fissato alla vita mediante un ampio cinturone (il balteus). Non portava alcuna protezione alla testa, né calzature.

12 giugno 2016

Gladiatore Scissor

Lo Scissor, colui che taglia, era un gladiatore tipico avversario del reziario.
Indossava, un elmo ovale con feritoie oculari, teneva nella mano destra una spada corta e dritta, il gladius, mentre il braccio destro era protetto da una manica. Cosa particolare dello scissor era che non disponeva dello scudo (scutum), ma che sul braccio sinistro indossava un tubo a forma di tronco di 
cono, che ricopriva l'intero avambraccio. All'estremità di questo tubo c'era un fusto corto da cui spuntava una lama a forma di mezzaluna. Con un'arma di questo tipo poteva stracciare la rete del reziario o parare i colpi del suo tridente. Analogamente, con un colpo tagliente poteva quasi squarciare il proprio avversario. Dato che non poteva proteggere il proprio corpo con uno scudo, 
indossava una lorica hamata o una lorica squamata che scendevano fin oltre il ginocchio.